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Tra le nuvole

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"Hai la testa tra le nuvole!" è un'espressione piuttosto comune, nel linguaggio odierno. Il modo di dire è assai conosciuto e viene usato abitualmente per descrivere l'essere svagati, distratti, fuori della realtà quotidiana, come presi da tutt'altri pensieri.  La frase è piuttosto diffusa e comune anche presso altre lingue europee. Per i francesi, essere con la " tête en l’air " rappresenta un'espressione simpatica e canzonatoria, associabile magari a qualche poeta spensierato e giramondo.  Meno allegra l'interpretazione rumena  “a fi cu capul in nori”  e ancor più grave, quasi di rimprovero, la  “mieć głowę w chmurach”,  in polacco.  A parte l’immagine della distanza delle nuvole, il detto può alludere anche alla commedia di Aristofane "Le nuvole", nella quale Socrate, il grande filosofo e pensatore, viene presentato mentre medita in un cesto, issato a una certa altezza da terra. Abbastanza curioso che i tedeschi parl...

Città Sospesa

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La Città Sospesa non si era sempre chiamata così. Una volta, era nota semplicemente come Città sul Fiume, ma non erano rimasti in molti a ricordare quel dettaglio. Vi era stato un tempo di prosperità e di meraviglie, di scambi commerciali coi più splendidi paesi d'Oriente, di ricchezze e agi senza fine. I forestieri erano sovente abbagliati dal lusso dei palazzi nobiliari della città, dal via vai di gente che affollava le locande, dal tripudio di colori sgargianti delle stoffe preziose e dai profumi afrodisiaci, che inondavano i vicoli del rinomato mercato. Lo scorrere lento del fiume prolungava le giornate d'estate, scandendo le ore senza fretta, consentendo agli abitanti del luogo di gustare ogni attimo sulle sue sponde, mentre ponti di pietra consentivano di valicare agevolmente il corso d'acqua, transitando verso i quartieri più bassi. Lussuose stoffe venivano barattate con gioielli preziosi tra le strade e l'opulenza era il tratto caratteristico che di...

Nemico

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È  dall'inizio dei tempi che la mia battaglia nei confronti dell'Uomo va avanti. Benché gli esseri umani siano più numerosi, ho sempre difeso strenuamente la mia posizione, resistendo con coraggio agli attacchi degli assalitori. Mi hanno colpito con forza, più e più volte, dimentichi del mio potere, e ogni volta si sono allontanati con la coda tra le gambe, ammaccati e doloranti. Alte grida di sofferenza si levano dopo ogni scontro, ed ogni mia vittoria non fa che accrescere la mia potenza. Il mio nemico torna alla carica e viene sconfitto ancora, arretrando e disperandosi. Nel corso delle ere ho assunto molte forme. Ultimamente, sono lo spigolo di un comodino.

Fragile

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Il signor Attila Li Forti era sempre stato una persona estremamente fragile e timorosa, anche per gli standard di un comune ragioniere. I suoi genitori avevano regalato al loro unico figlio quel nome per esprimere sicurezza e forza, sperando che il nascituro acquisisse almeno un minimo di ardore, ma le loro aspettative si erano ben presto ridimensionate. Sin da piccolo, Attila sembrava inciampare in qualsiasi ostacolo che la vita potesse porgli innanzi, incapace di fronteggiare la benché minima avversità. Alle volte, aveva la prontezza di sfuggire al confronto con le difficoltà ma, nella maggior parte dei casi, non faceva altro che rimanere paralizzato di fronte a qualunque vicissitudine.  In quei momenti, Attila si bloccava senza scampo e non c'era modo di farlo riprendere. Gli succedeva da sempre: lo sguardo si bloccava sul nulla e il suo corpo non rispondeva più a nessuno stimolo, amico o nemico. Tutti i muscoli si contraevano in un ammasso inamovibile, mentre l...

La Porta

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Nel cuore del paese di San Bartolomeo, sperduto ai confini con le Alpi svizzere, di tanto in tanto una domanda serpeggiante s'insinua nella mente degli abitanti. La domanda è sempre la stessa, da tre generazioni, e non esiste paesano che non se la sia posta, almeno una volta nella vita. Cominciò tutto in una notte di dicembre del '27.  Quell'anno la neve non era ancora arrivata, ma già si avvertiva nell'aria un freddo pungente e il pizzicorino sulle guance dei bambini era foriero di corse sullo slittino e pattinate sul ghiaccio. I ristoratori e i proprietari di casa avevano già controllato le imposte delle finestre e le assi dei tetti, onde evitare che spifferi dispettosi si intrufolassero indesiderati dentro le abitazioni, e le dispense erano state riempite adeguatamente con tutto il necessario per resistere fino alla primavera. Nelle ultime settimane, tra le strade del paese camminava sempre meno gente, e dopo il tramonto era pressoché impossibile ...

UOMO SU CARTA

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C'è stato un tempo, tantissimi anni fa, in cui ero convinto di essere unico nel mio genere, speciale, grandioso. Pensavo sul serio, nella mia ignoranza, che l'eccezionalità della mia condizione meritasse attenzione, e che al mondo chiunque, indipendentemente dal proprio stato, credo o razza, fosse obbligato a conoscerla, così da ammirarmi. Ora come ora so bene, e già da un po', che la mia esistenza non è affatto rara, e che su qualunque diario, taccuino o quaderno, è possibile incontrare miei cugini, fratelli e sorelle. Ma mi è costato molto ammetterlo. Sono nato un mattino di tanti anni fa, alle soglie dell'estate. Complici dell'evento furono la noia e la svogliatezza di una ragazzina dai capelli scuri, trepidante d'attesa per la fine dell'orario scolastico, e un fugace getto d'inchiostro, tra le pagine di un diario malmesso. Appena nato, ancora confuso, guardai verso l'alto e scorsi un'enorme ombra stagliarsi nel cielo sopra di...

"Cari Lettori"

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Cari Lettori, L'esperimento #RoadtoHalloween si è concluso. Ho cercato di mantenere una certa quotidianità di pubblicazione e, anche se non sono riuscito a pubblicare un racconto al giorno come prefissato, devo dire che il tentativo mi ha regalato non poche soddisfazioni. Adesso tocca a voi! C'è forse qualche tema (o personaggio, o abbozzo di trama, perché no?) che vorreste trasformato in racconto? Qualcosa di improbabile, paradossale, divertente? Sbizzarritevi! Attendo con impazienza le vostre proposte!

"Foschia"

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Dalle mie parti, durante le sere d'autunno e d'inverno, non è insolito essere sorpresi dalla nebbia. In quei giorni, sembra quasi che la foschia abbia un orario ben stabilito, una sorta di appuntamento programmato e imprescindibile. Quando cala la sera, oppure di mattina presto, ecco che sempre una bruma fitta si solleva dalla terra, conferendo alla brughiera evanescenza, calma, mistero. Tutto è immobile. L'aria è muta, come intirizzita dal freddo, cristallizzata appena al di là del proprio cappotto. Se ci si trova vicino al bosco, nel caso la nebbia non sia troppo fitta, è ancora possibile scorgere l'ombra sfocata di qualche scoiattolo, intento a correre verso qualche cantuccio al riparo dal gelo. Se invece, come più spesso accade, la foschia si manifesta fitta e impenetrabile, ecco che le cime degli alberi divengono invisibili, mentre rami e tronchi sbiadiscono in lontananza, per poi comparire all'improvviso ad un palmo dal naso. Sin da picco...

"Lupo"

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La forza dei lupi sta nel branco. E' un perfetto meccanismo sociale, una gerarchia consolidata, un ordine naturale e del tutto consono a permettere di sopravvivere. Il branco è una moltitudine che si fa una per tutelare ogni suo membro, una famiglia dove ognuno assume dignità, ruolo, potere. Una coppia dominante, gli Alfa, comandano tutto il gruppo e dominano imponendo la propria supremazia con tutta la forza, la scaltrezza e l'agilità in loro possesso. Un individuo o una coppia immediatamente successiva in importanza, i Beta, godono forse di privilegi inferiori, ma il loro ruolo gli consente di controllare gran parte del branco, purché le loro mire non si rivolgano a sovvertire la catena di comando. Passando dai lupi di rango inferiore, si arriva ai cuccioli che fino alla maturità restano fuori dai delicati equilibri di potere, per poi iniziare la loro scalata sociale una volta adulti. Infine, ci sono gli Omega: i lupi di rango più basso e fisicamente più ...

"Risacca"

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La Risacca non ricorda più perché sia costretta a fare avanti e indietro, a trascorrere per sempre l'esistenza confinata alla costa, senza mai avanzare. Vi fu un tempo in cui le onde del mare non erano bloccate in circolo, ma scorrevano liberamente su valli e pianure, su su fino alle montagne, per poi ridiscendere in scroscianti cascate, il tutto a loro piacimento. In quegli anni, la vita degli agricoltori era difficile, perché era impossibile prevedere le esondazioni di acqua salata e programmare le coltivazioni. Per sopravvivere, gli esseri umani erano costretti a ricorrere alla caccia, o a cibarsi dei pochi frutti della terra che riuscivano a crescere nonostante le avversità. Ma un giorno come gli altri, durante le sue solite incursioni terrestri, la Marea si fermò a osservare un gruppo di bambini che giocavano in una radura. I bimbi correvano e saltellavano ovunque, ridendo e divertendosi come matti, in un girotondo infinito. "Che cosa fate?" chiese allora l...

"Libro"

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La porta della casa si aprì di scatto e Thomas entrò in fretta, cercando di evitare che la pioggia torrenziale s'infiltrasse nell'abitazione. Fuori, il temporale infuriava ormai da ore, e non sembrava affatto intenzionato a smettere. Thomas tastò per un momento nell'oscurità, poi fece scattate l'interruttore delle luci: la familiare immagine di un salotto stracolmo di libri di ogni forma e dimensione lo accolse come al solito, regalandogli un immediato senso di benessere e di completezza. Pagine, manoscritti, volumi e riviste strasbordavano dalle mensole delle librerie, riversandosi senza freno sui mobili più bassi e, da questi, sul pavimento. L'uomo grondò acqua sul pavimento della moquette ancora per qualche secondo, giusto il tempo di raggiungere il suo tavolino da salotto e di depositare, sulla sua superficie, l'ultimo frutto delle proprie scorribande. Lungo il tragitto dalla macchina all'uscio di casa, aveva tenuto nascosto il grosso tomo s...

"Brivido"

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Il più delle volte, un fantasma non sa di esserlo. Gli spiriti intrappolati trascorrono l'eternità ciondolando, vitrei come il loro sguardo, incapaci di raggiungere qualunque destinazione. Le leggende sugli spettri parlano sempre di fenomeni inspiegabili e apparizioni improvvise, quasi a sottolinearne la teatralità. Tutte le storie, infatti, focalizzano la propria attenzione su spaventi, urla e tintinnii di catene, come se questi facessero parte di un sinistro spettacolo, allestito appositamente dai defunti per i vivi. Nessuno riflette mai sul fatto che gli spettri non siano consapevoli di esserlo, che a malapena percepiscano l'ambiente attorno a loro. Esuli nel nostro mondo, rivivono pensieri e antichi gesti ormai privi di significato, bloccati eternamente in uno stesso istante. Le catene sono i pesi che gravavano sul loro cuore quando erano in vita, i moniti lugubri sono mesti rimproveri a loro stessi. Le urla sono traumi repressi e gli spaventi, poi, sono del tut...

"Sole di Mezzanotte"

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L'alternarsi del giorno e della notte viene dato per scontato dai più. E' un fenomeno naturale, qualcosa di ovvio con cui fare i conti per organizzare i propri impegni, svolgere commissioni, scandire con cura gli attimi dell'esistenza. Sono poche le creature e le cose che ricordano un'era più antica, un'era in cui luce e buio non si susseguivano incessantemente, ma coesistevano. A quel tempo, il prototipo del Sole era una stella ancora giovane, incapace di rischiarare con vigore, mentre la Notte, già matura, era abbastanza forte da insinuare le sue spire tra gli sprazzi di cielo azzurro illuminati a giorno. Da qualunque punto del Creato, quindi, un osservatore casuale non avrebbe notato altro che una volta celeste multiforme, striata da un turbinoso alternarsi di luci, stelle e ombre, vorticoso ed eterno. Non era insolito, per l'Universo ancora in formazione, che le propaggini e i confini delle cose si confondessero ancora tra loro, misch...

"Sangue"

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Vi è potere nel sangue. Il vigore di un cuore che batte, che pulsa e che pompa ritmicamente questo liquido sciro nelle vene, conferendo vita alle membra di un uomo. È rassicurante, benevolo. Il sangue nutre, fortifica, esalta. Alcune mostruosità si cibano di carne, di forza e di ossa; altre, banchettano con spirito, vitalità, energia. Le piu abbiette, però, si acquattano nell'ombra, bramando il calore di un giovane collo, turgido e pieno. Non si puo ignorare il sangue. La vista del sangue atterrisce, perché qualunque creatura è consapevole del suo significato: un delitto è stato commesso, una vita è stata presa. Si nasce nel sangue, si muore tra la polvere. #RoadtoHalloween

"Tomba"

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La tomba non mi avrebbe mai accolto. Ne ero consapevole ben prima di morire. Ho trascorso la vita a uccidere e a combattere, a vincere battaglie, tutto per raggiungere mio padre. Ho agito bene. La guerra mi ha forgiato e istruito, al suo seno ho fortificato il mio spirito. Dalla pila dei cadaveri la mia anima si è sollevata fiera, e una mano da guerriera mi ha aiutato a rialzarmi. Il cavallo è sellato, la via è schiusa. In lontananza è comparso un portale dorato, e l'ombra di mio padre attende sulla soglia. Valhalla, regno dei caduti. Finalmente. #RoadtoHalloween

"Follia"

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Follia non è come uno se la immagina. Follia non  esplode, non urla, non strepita, se non in rari casi. Follia s'insinua lentamente sotto il tappeto dei pensieri, si annida non vista. E' scaltra, Follia. Follia è deriva degli affetti, svanire dello spirito, disgregazione del Sé. Follia è un ruolo, ai confini della società. E' un marchio, Follia. Follia è frammentata, povera, sola. Follia è delirio, debolezza, paura e mortificazione. Follia è silenziosa, strisciante, occhi sbarrati e coperte fino al mento. Follia è arrabbiata, nervosa, rimuginativa. Non ha pietà e non conosce miseria. Si avvinghia, Follia. Follia non dorme, è ansiosa, ti parla con voci che non sono tue. Follia non è mai sazia, mai paga, consuma senza fretta. Follia non sono i farmaci, non è la colpa. Non è vergogna, non è evitabile, non viene scelta. Follia è bisogno, ferita aperta, lacerazione della psiche. Follia è.

"Loop"

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Ho trovato una chiave, una volta. Una chiave antica. D'istinto, ho saputo immediatamente a che cosa serviva. Apriva una porta in cantina, di cui non ricordavo l'esistenza. Sopra la porta, era inciso un simbolo strano, come un otto orizzontale. Ho aperto la serratura e varcato la soglia. La mia coscienza è evaporata nel tempo. Sono svanito, dissolto tra le ere. È finita. Per sempre. Ho trovato una chiave, una volta. Una chiave antica. #RoadtoHalloween

"La Scopa"

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Dove c'è una strega c'è una scopa, questo lo sanno tutti. E' un connubio indissolubile, come il mare e la sabbia, il caldo e l'estate, i piedi e le calze. Quello che non tutti sanno, è che un tempo le cose non stavano così. In un'epoca non troppo lontana, fare la strega era un lavoro molto più difficile e sacrificato, rispetto a quanto non sia oggi. Innanzitutto, chiunque, dal contadino al nobile, dal fornaio al re, sapeva della loro esistenza e non la metteva in discussione. Di conseguenza, qualunque boscaiolo testa calda con appena un'accetta era capace di improvvisarsi cacciatore di streghe, decidendo di sfogare sulle povere malcapitate le proprie frustrazioni. Secondo poi, la possibilità di volare non era accessibile a tutti. Le fattucchiere più esperte erano in grado di cavalcare le correnti ascensionali più forti, svolazzando come grossi aquiloni, ma il controllo non era dei migliori, e spesso bastava una semplice folata di vento perché le m...

"Infestato"

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Dal "Manuale dell'Ectoplasma - pagina 42" Infestare qualcosa è un arte. Non si tratta solamente di lanciare grida a casaccio, di un tintinnio di catene o di causare un generico spavento. Non si può tralasciare alcun dettaglio. Un buon inizio dipende senza dubbio dalla scelta del luogo da infestare. Una casa dall'aspetto trascurato aiuta, e non c'è nulla di meglio di una buona, vecchia leggenda spettrale che aleggi nei dintorni. Tuttavia, sarà essenziale mantenere con cura la decadenza del posto, affinché rispecchi appieno il vostro carattere tormentato. Assicuratevi che il posto non abbia già degli inquilini molesti, poi provate diverse disposizioni dei mobili e visitate tutte le stanze durante il vostro sopralluogo: vi aiuterà a valutare la stanza dall'acustica più adatta per le vostre urla notturne! Mi raccomando, scegliete sempre con attenzione il vostro outfit spiritico: catene, mutilazioni e sangue rappresentano un classico intramon...

"Non-Morti"

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Sveglia, sveglia, sveglia, sveglia, sveglia, sveglia. Gratta, gratta, gratta, gratta, gratta. Scava, scava, scava, scava, scava. Esci, esci, esci, esci. Striscia, striscia, striscia, striscia. Versi, versi, versi, versi. Cerca, cerca, cerca. Cerca, cerca, cerca. Cerca, cerca, cerca. Grido, grido, grido. Annusa, annusa, annusa. Insegui, insegui, insegui. Prendi, prendi. Afferra, afferra. Blocca, blocca. Mangia, mangia, mangia, mangia, mangia, mangia. "BANG!" #RoadtoHalloween