"Trasformazione"
Mi è difficile ricordare chi o cosa fossi, prima del cambiamento. So per certo di non essere stato sempre così, di aver avuto una vita felice, vigorosa e in salute, prima di questa. Purtroppo i ricordi si attenuano di giorno in giorno, sfumando inesorabili, al punto che ormai non sono più certo che l'altra vita non sia stata tutto un sogno. Ricordo bene la mia trasformazione, però. L'aria era immobile già da parecchi giorni, stagnante oserei dire. Il caldo della mia cella era insopportabile, afoso, e persino l'atto di respirare richiedeva uno sforzo notevole. Non sapevo bene come vi fossi arrivato, poiché un potente torpore annebbiava i miei sensi, smorzando le mie percezioni e rallentando i miei pensieri. Le pareti della prigione sembravano stringersi, stringersi e stringersi ancora, alimentando la mia claustrofobia. Ed era buio. Buio come la notte più nera. Come se non bastasse, percepivo che inquietanti mutamenti quotidiani aggredivano il mio corpo, sfigurandolo se...

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